lunedì 26 ottobre 2009

Il signore della Montagna al NovaAria 2009



















Compagnia opera delle Acque Teatro.

Il gruppo teatrale ha messo in scena al festival celtico di Novara, NovaAria lo spettacolo

" Il Signore della Montagna"

per vedere tutte le foto dello spettacolo scattate da Asia Bosio

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LOU TAPAGE al festival celtico di Novara. NovaAria 2009

















Grande successo di pubblico per l'esibizione dei Lou Tapage al festival celtico novarese; NovaAria 2009.

http://www.custodianticasapienza.it/NA09foto.html a questo link potrai vedere tutte le immagini del concerto

Presto sarà disponibile un DVD live girato in alta definizione durante la manifestazione da Aria Edizioni digitali di Novara


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Gens d'YS al festival celtico NovaAria 2009 Novara

















Il notissimo gruppo di danze Iralndesi Gens d'YS ha messo in scena con grande successo di pubblico il magico musical "la leggenda d'YS" durante lo svolgimento della seconda edizione del festival celtico novarese. NovaAria 2009

http://www.custodianticasapienza.it/NA09foto.html a questo link troverai tutte le foto del musical scattate da Marco Ferrari

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Cantlos al festival celtico città di Novara 2009


















Gruppo Cantlos.

Il gruppo novarese di musica celtica al femminile si è esibito al festival celtico città di Novara . Seconda edizione NovaAria 2009

visita il sito http://www.custodianticasapienza.it/NA09foto.html per vedere tutte le foto dell'evento

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Enzo Vacca al NovaAria 2009













Enzo Vacca Quintet si è esibito al NovaAria 2009. Festival celtico città di Novara Domenica 18 Ottonbre 2009
Visita il sito
per vedere tutte le foto del festival















































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NovaAria 2009 fotografie del festival celtico











Si è svolto il 16.17.18 Ottobre, con grande successo e partecipazione di pubblico, il festival celtico di Novara. NovaAria 2009.
potete vedere le bellissime fotografie di Marco Ferrari e Asia Bosio a testimonianza dell'evento



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lunedì 12 ottobre 2009

NovaAria 2009, un ospite di eccezione Gandalf il grigio





Un testimonial d'eccezione per la seconda edizione del NovaAria il festival celtico della città di Novara.
Gandalf il Grigio ha abbandonato temporaneamente la terra di mezzo per farsi promotore del festival.

Nulla di strano

il Novarese è sempre stato considerato terra di mezzo in quanto incluso tra due grandi fiumi.

Gandalf ha promesso che apparirà anche durante il festival sabato e domenica 17 e 18 Ottobre 2009.

Quando, non è dato saperlo, perchè il grande stregone è imprevedibile, ma certo farà la sua comparsa materializzandosi nelle vie del centro, e se saremo fortunati, si farà fotografare assieme a noi comuni mortali.

Cercatelo!


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venerdì 9 ottobre 2009

Spot festival celtico novara su ariachannel

E' uscito anche sul network di promozione territoriale Aria Channel il banner illustrativo di NovaAria 2009 il festival celtico città di Novara.

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giovedì 8 ottobre 2009

TrullyWillow. La mascotte del NovaAria festival celtico città di Novara












Si chiama TrullyWillow la mascotte della seconda edizione del NovaAria festival celtico della città di Novara.

Si tratta di un simpatico folletto di risaia, una creatura del piccolo popolo che migliaia di anni or sono si è trasferita dalla lontana isola d'Irlanda, a vivere nelle nostre zone, adattandosi ad una vita semi palustre nei boschetti delle zone umide di pianura. La sua stirpe è quella regale del magico popolo dei Tuatha de Danan. La sua esistenza è sempre più difficile a cuasa dell'eccessiva invadenza dell'uomo che invade e inquina il suo habitat.

Ma attenti! tutti sanno quanto possano essere dispettosi e vendicativi i folleti. Siete Avvertiti!

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Rievocazione storica al NovaAria


Si respirerà aria di antichi celti al festival NovaAria di Novara.
Nel centro della manifestazione verrà ricostruito un piccolo ma vivo angolo di passato. Verremo proiettati indietro nel tempo per vivere esperienze di vita dei nostri antenati Celti.
Al villaggio celtico Sabato e Domenica 17 e 18 Ottobre il pubblico potrà partecipare liberamente ad una serie ricchissima di esperienze come:

SABATO 17
Tessitura con telaio arcaico
Lavorazione argilla con tornio lento
Conio Dramma Padana
Tessitura con telaio a tavolette
Allenamento scudo e spada

DOMENICA 18
come costruire una fibula
Tessitura con telaio arcaico
Filatura della lana con fusaiola e tessitura con telaio a tavolette
Costruzione cotta di maglia e coniatura della Dramma Padana
Allenamento scudo e spada
Tutto questo sarà reso possibile grazie al lavoro e alla passione di una serie di associazioni culturali, quelle dei "Tuata Vertamocori ", dei Tuatha Brig e dei Kenomanes Ambati.


Il gruppo dei Vertamocori, nasce ufficialmente nel 2005 da un gruppo di amici appassionati di storia, con l’intento di far conoscere e promuovere il passato del nostro territorio .
Partecipa attivamente a manifestazioni in molte regioni d’Italia con puntate in paesi europei come Austria e Svizzera.

La loro opera di divulgazione face riferimento ad un periodo storico ben preciso, che va dal V al I s.a. Propongono la ricostruzione storica degli usi e dei costumi dellle antiche popolazioni presenti sul territorio. In particolare dei Vertamocori un popolo proveniente dalla Francia che passando dalla Svizzera si insediò sulle sponde del lago Maggiore e del Ticino fino alla città di Pavia.
La loro animazione storica consiste nella realizzazione di spaccati di vita dell’epoca con la ricostruzione all’interno di campi storici di attività che si potevano riscontrate in tale periodo.
Si potranno vedere le donne intente alla cardatura, filatura e tessitura con riproduzioni di antichi telai o attrezzature, l’artigiano costruire manufatti come la cotta di maglia o coniare la dramma padana, il fabbro dare vita a coltelli e spade e, non ultimo, i giovani guerrieri allenarsi nei combattimenti.
Le nostre fonti ai cui il grupo fa riferimento sono i non pochi musei che si trovano sul territorio novarese, la letteratura classica greca o latina e non ultima per importanza l’archeologia sperimentale con la quale cerchiamo di confrontarci continuamente .

Partecipate numerosi alle iniziative.

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lunedì 5 ottobre 2009

Arpa celtica al NovaAria 2009. Sofia Sciabarrà

Venerdi 16 Ottobre a Palazzo Vochieri a Novara nel quadro delle conferenze introduttive del Festival celtico città di Novara, il maestro Sofia Sciabarrà, ci intraterrà in una chiaccherata sulle origine e l'evoluzione di questo strumento che ha fatto la storia non solo della musica celtica ma che ha contribuito, accompagnando l'opera dei bardi, a tramandare le conoscenze, i miti, le leggende, la spiritualità del popolo celtico.
Questi a grandi linee i contenuti:
Introduzione: il significato di musica celtica, l’etimologia del nome Arpa
Organologia dell’arpa celtica: l’arpa irlandese, gallese, scozzese, bretone e di Tara.
L’arpa nella mitologia irlandese.
L’arpa nel medioevo e Brian Boru.
La tradizione arpistica fra il XVI ed il XIX secolo.
Turlough O’Carolan.
Il recupero dell’arpa nel XX secolo: il folk revival.
Le fonti.
Naturalmente Sofia ci regalerà qualche momento magicocon la sua arpa.

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domenica 4 ottobre 2009

Gnome di caverna e Draghi al NovaAria 2009



Francesca D'Amato anche in questa seconda edizione del festival celtico città di Novara intratterrà grandi e piccini con la sua divertentisima animazione.

Allo stand della Corporazione dei Bardi, in piazza Duomo, si potranno ascoltare brevi storie su Draghi e Gnomi di caverna che, un tempo, si sà, popolavano il nostro territorio.

Le storie dureranno circa un minuto e ve ne saranno sia per grandi che per piccini.

Inoltre Francesca presenterà il suo nuovo libro "Avventure sotterranee per gnomi di caverna", ambientato, in parte proprio nei sotterranei del Castello di Novara, e il nuovissimo calendario delle gnome di caverna, illustrato da Franco Mora.
Le lezioni su come duellare con una bacchetta magica consisteranno nella spiegazione delle posizioni base di attacco e di difesa oltre che nell'esercizio di alcuni incantesimi elementari. Chi ha visto o letto Harry Potter vi riconoscerà lo stile dell'Armata di Silente.

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sabato 3 ottobre 2009

Festa Celtica NovaAria. La leggenda d'Ys musical di danze irlandesi

I Gens D'ys , notissimo gruppo di danze iralndesi, si esibirà al NovaAria 2009 mettendo in scena il musical "la Leggenda di Ys".

Si tratta di una antica leggenda bretone nella quale si narra che nel VI secolo d.C. la città di Ys sprofondò al largo delle coste bretoni, nel nord della Francia. La città, governata dal re Gradlon e circondata dalle acque, era protetta da un ingegnoso sistema di dighe che impedivano all’oceano di sommergerla. Gradlon aveva una figlia bellissima, di nome Dauht, che un giorno si innamorò di un bellissimo straniero giunto sull’isola da un paese lontano. Il giovane chiese a Dahut, come pegno d’amore, le chiavi che permettevano di aprire le dighe della città e che solo il re possedeva. La principessa, disubbidendo al padre, consegnò le chiavi al suo innamorato. Lo straniero, sotto le cui sembianze si nascondeva il demonio, aprì subito le dighe e la splendida città di Ys fu sommersa dalle acque insieme al suo popolo. Solo il re Gradlon riuscì a salvarsi, fuggendo sul suo cavallo bianco verso la costa e portando con sé l’amata figlia. Lungo la strada, però, Dio gli parlò e gli ordinò di gettare in mare la fanciulla, ormai posseduta dal demonio. Il re ubbidì e, raggiunta la costa della Bretagna, fondò la città di Quimper (Kemper). Tra le acque impetuose dell’oceano, Dahud si trasformò in una sirena - Marie-Morgane - che da allora seduce con il suo canto i marinai e li trascina con sé sul fondo del mare. L’anima di Dahud sarà salva solo quando verrà celebrata una messa nella chiesa della sommersa città di Ys.

Tutto questo si tramuta in uno spettacolo di circa due ore nel quale si alternano danze leggere, sensuali, guerriere e giocose a canzoni, parti recitate e a brani musicali eseguiti dal vivo. L’atmosfera che si crea è quella dell’inconfondibile magia suscitata dalle leggende celtiche e il pubblico ne rimane rapito e coinvolto.

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NovaAria 2009.Capodanno celtico

Il Capodanno Celtico – Festa di Samonios verrà festeggiato quest'anno al festival celtico città di Novara dal 16 al 18 Ottobre 2009
E' il nome della festa celtica che sancisce la fine dell'anno, per gli Irlandesi Samain per i galli Samonios. La festività era dedicata ai morti, durante questo periodo le entità soprannaturali e gli spiriti degli Avi possono entrare in contatto con i viventi.
Il calendario di Coligny, reperto celtico raffigurante il calendario gallico, la indica nel 17° giorno del mese di Samonios, all'incirca il nostro mese di Ottobre, e reca l’indicazione trinoxtion Samoni sindiu “ da oggi la festa delle tre notti di Samonios”.
Secondo questo calendario, nel 2009, la festa cadrebbe giovedì 28 Ottobre
La festa è ancora oggi celebrata sotto altri nomi e secondo il folklore moderno si può in qualche modo ricollegare la festa di Trinoxtion Samoni, a Halloween.

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Il Quintetto d'Enzo Vacca al NovaAria 2009. presenterà EVOA!




Enzo Vacca si esibirà al NovaAria 2009 domenica 18 Ottobre alle ore 20,45. Eseguirà Evoa il suo ultimo album. Sarà anche posibile sentire una sua conferenza sabato 17 al Piccolo Coccia. Per maggiori dettagli su questo ed altri eventi visita il sito http://www.custodianticasapienza.it/
Durante il festival probabilmente verrà presentato in anteprima il DVD live del Quintetto d'Enzo Vacca appena girato in alta definizione da Aria edizioni digitali di Novara nel fantastico scenario della Sacra di san Michele.

EVOA!, l'acqua in un piemontese arcaico, è immaginata come capace di rinnovamento e l'idea è proprio questa, riproporre in un linguaggio contemporaneo, figlio dell'esperienza musicale a tutto campo che mi ha formato in questi anni, che possa trasmettere all'ascoltatore di oggi le emozioni e le radici profonde di una cultura contadina che può ancora dire molto e molto insegnare alle nuove generazioni spesso incapaci di concepire il filo rosso che lega il vivere di tutti.
E.Vacca

Così parla di lui Armor magazine, mensile di cultura bretone, nel numero di ottobre 2007 .
Le Alpi separano i Celti detti cisalpini o transalpini, a seconda del versante dove ci si trova. I transalpini piemontesi e i cisalpini possono condividere una stessa fortuna che viene dal compositore, arrangiatore e arpista Enzo Vacca che si è avvalso della collaborazione di Arz Nevez, Dominig Bouchaud, Françoise Le Visage e Yves Ribis. Risultato magnifico. Il tradizionale "taca bòrgno" sprigiona le brume irlandesi al sole italiano dopo un giro tutto galiziano. Il canto piemontese "I veuj nen scordé" si inquadra in una composizione per Uilleann pipes e arpa in un finale degno di un coro corso. L'insieme del CD brilla di semplicità, d'inventiva, di virtuosità del tutto naturale. Cisalpini, transalpini, oltre manica o vicini dell'Atlantico: ecco l'Europa, questa identità che passa gli anni, le vicissitudini, le mode e si richiama a noi nel nome di una ben venuta fraternità aperta sull'avvenire.

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lou tapage al NovaAria 2009


I LOU TAPAGE si esibiranno sabato 17 Ottobre durante il festival celtico novarese NovaAria 2009. Capodanno celtico.
Visita il sito http://www.custodianticasapienza.it/ per il programma completo.
Questa la storia del gruppo
Lou Tapage (in Langue d’Oc il frastuono) è un’idea che nasce nel 1999 dall’incontro tra alcuni musicisti del saluzzese e dell’occitana Val Varaita; le diverse anime musicali contribuiscono sin da subito a rendere lo stile assolutamente personale, definito ma sempre in movimento, contraddistinto dalla presenza di un intangibile ma forte leitmotiv rappresentato dal gruppo stesso e dalla sua energia.
L'idea di fondo dei Lou Tapage è infatti la ricerca, senza preconcetti, della Musica in sé e di quello che può trasmettere in tutte le sue forme e manifestazioni, e ciò ha portato all’esigenza di ideare una nuova definizione per il genere proposto, ovvero Nu Folk - Rock d’Oc: non solo quindi rock a “denominazione d’origine” ma la costante ricerca di nuove sonorità folk sulle quali innestare l’estro e la fantasia di arrangiamenti caldi e accattivanti.
In seguito ad un periodo di ricerca linguistica sulle derivazioni attuali dell’antica Langue d’Oc si è deciso di utilizzare, per i brani di composizione propria, il Catalano, il Provenzale e l’Occitano, talvolta contaminati, per finalità eufoniche, con elementi francesi, italiani e spagnoli (castigliani), o fusi tra di loro all’interno dello stesso testo.
La proposta musicale dei Lou Tapage si presenta quindi assai variegata: la maggior parte del repertorio è ormai rappresenta da brani di composizione propria, completamente originali o composti ispirandosi a musiche e sonorità provenienti dalle più diverse tradizioni (provenzale, catalana, basca, bretone, irlandese, tzigana..) e fortemente rivisitati; da un punto di vista metrico e ritmico, le musiche proposte possono quindi essere ballate secondo diverse codificazioni tradizionali, lasciando spazio a differenti interpretazioni.
La formazione attuale annovera una front-line acustica con Monica Rossi alla fisarmonica diatonica (il classico “organetto”, meglio l’occitano “semitoun”), e saltuariamente alla ghironda (la “vioulo”), Chiara Cesano impegnata al violino e alla viola, e Marco Barbero ormai definitivamente dedito alla cornamusa, alla gaita e ai flauti.
La sezione ritmica è affidata a Paolo Chiotti, batterista di formazione moderna, che contrappone il proprio sound alle ricerche stilistiche della chitarra elettrica di Dario Littera e alle percussioni e alla voce di Andrea Bertolotti, sempre più l'uomo immagine della formazione.

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NovaAria 2009 festival celtico città di Novara. La scelta artistica


NovaAria 2009. La scelta artistica della seconda edizione del festival celtico della città di Novara.


Quando si pensa alla musica celtica, ammesso che questa etichetta abbia un senso, è spontaneo immaginare brani derivanti dalla tradizione musicale britannica, sia Irlandese che Scozzese, o al massimo si immagina la Bretagna o le Asturie. Invece così come la tradizione storica celtica è profondamente radicata nel nostro paese anche le nostre forme di espressione artistica popolare derivano da un antico passato che fa riferimento alla medesima matrice antropologica.
Il Piemonte, in particolare, possiede un ricchissimo patrimonio di canti e musiche popolari, basato esclusivamente sulla trasmissione orale, tramandate di generazione in generazione, e che per questo rischia di andare perduto mano a mano che scompaiono i suoi interpreti. Tali brani musicali si riscoprono essere legati più di quanto si possa immaginare alla Bretagna e a un substrato celtico comune. Già Costantino Nigra nel 1888 nella prefazione ai suoi Canti popolari del Piemonte ci dice :”Io fui il primo a indicare chiaramente l’identità d’una numerosa serie di canti popolari che sono comuni ai paesi romanzi aventi substrato celtico, e che non esistono negli altri paesi romanzi cioè dell’Italia media ed inferiore e nella Spagna castigliana. Ora quella identità non farà più dubbio ....”.
Questa edizione del festival ha un occhio particolare per questa cultura e propone un viaggio, che non sfiora solo la magia della verde Irlanda, ma si tuffa nei suoni e nelle immagini, tra questi beni immateriali, tanto essenziali per conoscere la vita quotidiana delle donne e degli uomini del nostro territorio. Scenari prodotti dall’oralità e dal gesto, come canti, fiabe, ma anche cerimonie e riti, che incorporano antiche conoscenze e credenze.
Gli artisti che si esibiscono, si fanno carico di una ricerca musicale che utilizzando linguaggi moderni, suoni contaminati, parla trasversalmente, alle nuove generazioni, trasmettendo quella profonda poesia che anima la nostra musica tradizionale .
Il direttore artistico. Mirko Bosio
Nella foto Enzo Vacca

venerdì 2 ottobre 2009

Festival celtico città di Novara.NovaAria 2009.Capodanno celtico

Animazione archeologica per grandi e piccini

"Il Chicco di Riso"organizza in collaborazione con l'associazione culturale Custodi dell'antica sapienza al Festival Celtico 2009 di Novara una serie di laboratori a cui tutti possono partecipare gratuitamente. Le iniziative sono volte particolarmente ad attrarre le famiglie in un momento di istruttivo relax.
Questi i temi:
1- Simulazione di scavo archeologico:
cimentandosi dal vivo nel lavoro dell'archeologo, sarà possibile rinvenire copie di reperti tipici della cultura celtica
2- Scrivere come i Celti:
riproduzione in alfabeto leponzio di brevi frasi e dei nomi dei partecipanti
3- Celti vs Romani:
con l'ausilio di modellini ricostruttivi e laboratori interattivi sarà possibile ripercorrere l'evento fondamentale dell'assedio di Roma (datato, secondo Tito Livio, al 390 a.C) con particolare attenzione agli episodi delle oche del campidoglio e della spada di Brenno
4- Nell'antro del Druido:
con un laboratorio sensoriale, i partecipanti sceglieranno gli ingredienti per riprodurre le pozioni dei Druidi
6- Romanizzazione o Celtizzazione?
tramite il confronto tra divinità celtiche e divinità romane e tra elementi tipici delle due culture sarà possibile comprendere quanto,nella Regio XI dove noi ci troviamo, Celticità e Romanità si siano influenzate a vicenda.

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lunedì 28 settembre 2009

Festival Celtico NovaAria 2009. Capodanno Celtico. Novara. Programma


E' finalmente disponibile in rete il programma completo del festival celtico NovaAria 2009, seconda edizione della manifestazione Novarese, quest'anno consacrata al capodanno celtico.
Il tema artistico di questa edizione è dedicato alla riscoperta e rivalutazione della musica e degli artisti piemontesi.
Vi aspettiamo per tre giorni in piazza nel centro cittadino, tra musica, danze, teatro, mercatini, stages culturali, rievocazione storica, ristorazione.
Questi saranno solo alcuni degli eventi che faranno della visita alla festa una esperienza indimenticabile.
VISITA IL SITO UFFICIALE DI NovaAaria
Il Direttore Artistico
Mirko Bosio

lunedì 31 agosto 2009

grafica dell seconda edizione di NovaAria. Festival Celtico città di Novara

venerdì 24 luglio 2009

NovaAria 2009. Capodanno celtico al festival di Novara


Giunge alla seconda edizione, per la direzione artistica di Mirko Bosio, il NovaAria Festival Celtico Città di Novara. fissato per il 16-17-18 Ottobre 2009 festeggia la ricorenza di Samain, il capodanno celtico, realizzato grazie all'associazione culturale Custodi dell'Antica Sapenza e al comune di Novara. Sono previsti concerti in piazza, danze celtiche, conferenze, mercatini tipici e rievocazioni storiche nel centro cittadino. Programma in via di definizione.

giovedì 12 febbraio 2009

Cena Celtica


Grande Cena Celtica con intrattenimento musicale . Vercelli ristorante " La Segreta"
Venerdi 27 febbraio 2009

per info aritaped@virgilio .it

giovedì 5 febbraio 2009

La via del Wird . recensione di Gandalf 66



Edito da Rizzoli
...dalla quarta di copertina:

Inviato in missione nelle foreste dell'Inghilterra pagana dell'Alto Medioevo, Wat Brand, un giovane scriba cristiano, scopre traumaticamente l'inadeguatezza della sua visione del Mondo. Il paesaggio rassicurante della campagna inglese non è più quello che sembrava: improvvisamente si rivela popolato da spiriti misteriosi e attraversato da poteri e forze soprannaturali. Guidato da Wulf, un uomo dalla carismatica fede mistica e dalle formidabili doti sciamaniche, Brand apprende la magia delle piante e delle rune e viene introdotto alla conoscenza del Wyrd: il principio e la potenza che determina il destino di ogni uomo, ma anche una filosofia che vede nel mondo un unico organismo vivente dove non ha più senso distinguere tra fenomeni spirituali e materiali, e dove ogni essere è in continua e diretta relazione con tutti gli altri.
Il senso del viaggio intrapreso da Wat alla ricerca del Wyrd e della propria anima, è un invito a noi uomini di oggi, lettori di questo appassionante romanzo, a riscoprire e riconquistare il nostro passato magico: un passato che è ancora dentro di noi e che deve essere solo riportato in superficie per restituirci ad una più profonda vita spirituale.
In quest'opera l'autore raccoglie in forma di romanzo tutta la sua profonda conoscenza dello sciamanesimo e della spiritualità celtica rendendo così più fruibili e avvincenti questi argomenti anche a chi si avvicina per la prima volta a queste tematiche. E per chi volesse poi continuare il "viaggio" consiglio anche l'altro volume di Bates: La sapienza di Avalon.
Per concludere, anche se potrebbe risultare strano, consiglio, una volta finito di leggere la via del Wyrd, di guardare il film "Contact" con Jodie Foster.
Gandalf66

martedì 3 febbraio 2009

LISIRANDA di Mariangela Cerrino . Recensione di Gandalf66


...dalla quarta di copertina:
“I miti sono l'eredità degli Antichi, e ogni leggenda nasce dalla storia dimenticata dei Tempi passati. Miti e leggende sono patrimonio comune a tutte le genti della Terra, e ancora accompagnano e nutrono la nostra speranza: ritornare all'Età dell'Oro, ritrovando la consapevolezza e l'armonia. Il luogo perfetto dell'inizio.”

Lo Spirito della Terra è perduto. Forse è stato rubato dagli Immortali quando hanno passato il Portale dopo l'ultima battaglia, abbandonando gli umani ingrati al loro destino. Ma dopo novecento anni di incuria e devastazioni il deserto ha preso il posto delle foreste, i fiumi sono inariditi, e nell'immenso regno di Hasgalen, i cui abitanti sono volti al profitto e al potere, il cielo è nascosto dalle nuvole perenni e la vita si sta spegnendo.
Soltanto sull'Isola nel Mare d'Occidente i bambini sono ancora una benedizione. Lì sono nati Elir, il Mago dell'Alleanza, che porta sul proprio corpo la mappa per ritrovare il Portale, sua sorella Drisane, che è gli occhi della Dea Madre ormai dimenticata, e il figlio del Re, Lisander, il cui destino è già racchiuso nel proprio nome, che significa Colui che ci renderà liberi.
Re Helvdan di Hasgalen si impossessa dei bambini, e la sua crudeltà trasforma l'Isola Felice nell'Isola dei Morti.
Dopo vent'anni tuttavia la Terra ritrova con loro una speranza di salvezza, che sarà prima cercata con il sangue e la violenza fin oltre il Portale; poi con la magia, la fede e l'amore, che porteranno Elir, Drisane, Lisander e il giovane elfo Faenglor in lande terribili sulla via per Lisidranda, dov'è nascosto il dono della rinascita, raggiungibile soltanto a prezzo di molte lotte, e immani sacrifici.
L'intero romanzo nasce da un sogno fatto dall'autrice e come tutti i sogni racchiude le proprie conoscenze, elementi che possono essere noti al grande pubblico e informazioni più specifiche dovute ai propri interessi e alle proprie esperienze. Ognuno vi può trovare infatti richiami a temi molto attuali come pure riferimenti letterari conosciuti sopratutto per chi ama il genere fantasy e legami con il druidismo celtico, il tutto perfettamente intrecciato in uno stile narrativo limpido e scorrevole come la scrittrice sa fare e ha già dimostrato anche negli altri suoi precedenti lavori.Questo racconto lo si può definire "fantasy per adulti" in quanto le vicende narrate hanno un forte carico di sangue come d'altronde lo sono tutte storie di potere e di "desiderio" degli uomini, come la televisione ogni giorno ci informa e tende a sottolineare, ma c'è sempre equilibrio nella forza e c'è sempre qualche essere o anima eletta che sa come riportare l'armonia.
Gandalf66.

Editrice Armenia, ISBN 978-88-344-2123-9

lunedì 2 febbraio 2009

Soluzioni Alchemiche. Tutta la magia dell'acqua


"SOLUZIONI ALCHEMICHE" esperienze di crescita personale
organizza per il 14 e 15 febbraio 09 "Il giorno degli innamorati in acqua. L'acqua come elemento vitale e di benessere"
dalla teoria alla pratica in hotel con piscina Carrara a Serina (Bg) http://www.hotelcarrara.info/

2 Giorni sullo watzu e tai chi in acqua .
Tenuto da Rita Pedroni ostetrica e terapista watzu
costo € 150 tutto compreso . sconto 10 % per coppie o gruppi di più di 2 persone
bimbi da 0 a 6 anni gratuito .
per iscriversi telefonare a Stefano Butti 347-3422254

La particolarità del watsu, è basata sulla leggerezza del corpo in acqua, che con movimenti armonici simili ad una danza in armonia con il respiro, favoriscono la naturale rigenerazione
del corpo e della mente. Attraverso il respiro ed i movimenti di questo speciale bodywork
si aprono il cuore ed si acquietano i pensieri della mente. Potete avere l'occasione di provare a sperimentare una autentica esperienza di meditazione acquatica.
Il morbido tocco dell'acqua risveglia qualsiasi parte del corpo portando al cervello le sensazioni di stimolo che tutto il fisico riceve, espandendo sensibilità e consapevolezza.

PROGRAMMA PRIMO GIORNO 14 FEBBRAIO 2009

ORE 10.30-12.00 ACCOGLIENZA è possibile arrivare anche nel tardo pomeriggio
ORE12.30 PRANZO
ORE 15.00 -16.00 Introduzione al corso ( Stefano)
Presentazione del programma delle due giornate( Rita E Stefano)
"L’ACQUA" introduzione alla simbologia dell'acqua, spiritualità miti e leggende, la memoria dell'acqua, le acque vibrazionali (Mirko)
PROIEZIONE DEL VIDEO: “ L’ACQUA E I SUOI SIMBOLI”
“L’ACQUA NEI CORSI DI PREPARAZIONE ALLA NASCITA”
INTRODUZIONE AL WATSU ( RITA)
ORE 16.00-17.30 IN ACQUA ORE "Danza del respiro" WATSU IN COPPIA
RELAX . Tisane
ORE 19.30 CENA
ORE 22.00-23.00 MEDITAZIONE IN ACQUA

PROGRAMMA SECONDO GIORNO 15 FEBBRAIO 2009

Risveglio ( Stefano)
ORE 10.30 – 12.00 WATSU IN ACQUA
ORE 12.30 PRANZO
ORE 15.00 – 16.00 ACQUATIC THAI CHI
ORE 17.00 PROIEZIONE VIDEO SUL WATSU
ORE 17.30 CONCLUSIONE
MATERIALE OCCORRENTE AD OGNI PARTECIPANTE:
COSTUME , ACCAPPATOIO, CIABATTE. CUFFIA e TELO
Per maggiori informazioni VISITA IL SITO http://www.al-kemia-lab.it/

sabato 31 gennaio 2009

Le mummie celtiche dello Xinjiang


Capelli e barba rossicci con spruzzi di grigio, un naso lungo e un’altezza considerevole, quasi 2 metri. Per la sepoltura era stato vestito con una lunga tunica di colore rosso e calzature in pelle, decorate.Questa è la mummia, di aspetto visibilmente europeo e ben conservata, di un uomo che era morto (e forse vissuto) oltre 3000 anni fa nel deserto del Taklamakan, nello Xinjiang, una regione impervia nell’ovest della Cina. Le analisi del Dna hanno rivelato un’appartenenza alla razza celtica. Nella lingua che parlano gli Uiguri del Xinjiang, Taklamakan significa “il luogo dove si entra e dal quale non si esce”.Gli archeologi lo hanno chiamato “l’uomo di Cherchen” e lo hanno trasportato in un museo della capitale della provincia dell’Urumgi.La mummia era stata rinvenuta con le mummie di tre donne e di un bambino piccolo; fanno parte di circa 400 mummie di razza celtica rinvenute nel deserto del Taklamakan e il loro stato di conservazione è migliore di quello delle mummie rinvenute nei siti archeologici egiziani.Una delle donne della tomba di Cherchen ha capelli castano chiaro, il viso e le mani dipinti con simboli e porta un vestito rosso riccamente ornato. La mummia del bambino è avvolta in una stoffa di colore bruno e sugli occhi ha due pietre blù.E’ notevole la somiglianza con le popolazioni celtiche dell’Età del Bronzo; l’analisi dei tessuti e la maniera in cui erano state tessute le stoffe hanno rilevato analogie con i vestiti indossati dai minatori di sale che vivevano nell’attuale Austria nel 1300 a.C.Verso l’anno 300 a.C, i Celti estendevano la loro influenza dall’Irlanda al sud della Spagna, alla Polonia, all’Ucraina e sino in Turchia. Questi ritrovamenti sembrano dimostrare come colonie celtiche si fossero insediate anche nell’Asia centrale, arrivando sino in Tibet.I Celti di Cherchen non dovevano essere guerrieri; nelle loro tombe sono state trovate poche armi e pochi indizi di appartenenza a caste sociali.Nella prefazione del suo libro “Le sepolture antiche dello Xinjian”, lo storico Ji Xianlin spiega come la Cina sia fiera e sostenga le ricerche condotte sulle mummie dagli specialisti stranieri. “Eppure – scrive Xianlin – vi è in Cina un piccolo gruppo di separatisti etnici che hanno approfittato dell’occasione per fomentare disordini e pretendere una discendenza con questo antico popolo celtico.”Per motivi che sono forse politici, con il timore di risvegliare le correnti separatiste dello Xinjiang, il governo cinese parla dunque poco dell’attività archeologica in corso nel deserto del Taklamakan, nonostante il rilievo storico della scoperta.
Convergenze sconcertanti tra popoli della storia abbiamo solo una conoscenza superficiale.
Fa riflettere il fatto che Madame Helena Petrova Blavatsky ( madre dellla Teosofia) nel suo libro "La dottrina segreta" parla diffusamente di come nel bacino del Tarim in luoghi desertici ove nessun europeo moderno ha mai messo piede esistono gallerie segrete nelle quali sono contenute, al sicuro, immense biblioteche nelle quali sono conservati migliaia di preziosi volumi riguardanti l'antica Dottrina Segreta, una forma di religione universalmente diffusa nel mondo. Tale scienza occulta è stata celata e momentaneamente "perduta" per il profano in quanto se svelata ad una moltitudine impreparata sarebbe estremamene pericolosa.

Quando si sentì parlare la prima volta della Tera cava e delle Gallerie sotterranee, si pensava che tutto ciò fosse solo delle leggende; poi si venne a sapere delle scoperte fatte dai primi esploratori tra cui Ossendowski, che dopo aver avuto un incontro con un Lama in Tibet, affermò di aver visto una delle entrate di colossali gallerie. Solo negli Anni Settanta con il grande ricercatore scientifico italiano Peter Kolosimo si inizia a divulgare la scoperta della Terra Cava e dei mondi sotterranei; e dopo molti ritrovamenti da parte di speleologi ed archeologi si ebbe la conferma che ormai non si trattava solo di leggende. Dopo il rinvenimento poi delle mummie bianche del Takla Makan, anche le leggende degli dei bianchi, raccontate dalle popolazioni dell'Asia centrale, trovarano conferma, poiché come raccontavano le antiche scritture, furono proprio questi esseri a scavare queste enormi gallerie.
Dalle pitture e dalle ossa trovate nelle viscere della tera si pensò che si trattasse di grotte preistoriche ma, dopo averle analizzate, la sorpresa fu grande: si trattava di ossa ancora più antiche. Tempo dopo si scoprì che questa rete di tunnels arrivava a piccole piazze da cui partivano condotti fino congiungersi con le gallerie sotterranee del deserto del Gobi. Notando tutto questo non si può far altro che pensare che doveva essere un lavoro ciclopico, svolto da un popolo evoluto. Secondo gli scienziati questo sistema di gallerie povrebbe arrivare addirittura in Cina ed in Tibet, proprio come affermò Ossendowski: infatti da quel che dicono i monaci tibetani è qui che si troverebbe la capitale di Agharti, e i condotti si collegherebbero al palazzo del Dalai Lama a Lhasa. Purtroppo nonostante i ritrovamenti di queste grotte in tutto il mondo non si è potuto procedere oltre a causa di imponenti crolli che ne hanno ostacolato per sempre l'ingresso a causa delle loro ciclopiche dimensioni; altre volte sono stati occultati deliberatamente gli ingressi dai saggi che conoscono l'ubicazione delle entrate, o altre ancora si dice che gli stessi abitanti del sottosuolo avrebbero mascherato gli accessi. E purtroppo fino ad oggi nessuno ancora è riuscito a vederle.
Tutta questa vicenda ci fa comprendere come oggi conosciamo pochissimo dei territori dell'Asia e delle leggende che parlano di popolazioni evolute di pelle bianca e immense e colossali gallerie lunghe migliaia di chilometri. Una specie di metropolitana mondiale che forse rappresenta l'essenza stessa del regno di Agharti e di quello, in superficie, della mitica Mu.

venerdì 30 gennaio 2009

Il mistero degli Anasazi


Nella foto Mesa Verde insediamento Anasazi

visita il nostro sito http://www.custodianticasapienza.it/ per vedere le altre foto di questo straordinario luogo archeologico


Nella lingua Navajo, il nome Anasazi significa antichi stranieri ed infatti le prime tracce di questo antichissimo popolo risalirebbero ad almeno 6000 anni fa. Probabilmente provenivano dall’Asia; discendendo verso sud, dallo stretto di Bering, arrivarono a stabilirsi in un’area che comprendeva gli attuali stati di Utah, Colorado, Nevada e New Mexico.
Si tratta del più importante mistero archeologico del Nord America. Ed è difficile pensare il contrario quando si inizia a conoscere la storia degli Anasazi, un popolo che ha lasciato tracce di una grande civiltà nel New Mexico, prima di scomparire misteriosamente, circa 800 anni fa… Chi erano?
Quali segreti del cielo e della terra conosceva questo popolo?
Cosa li indusse ad abbandonare improvvisamente in massa i loro territori?
Gli Anasazi sono scomparsi senza lasciare nulla di scritto, non sappiamo neanche se usassero la scrittura o meno, e questo è uno dei tanti punti che li accomuna alle civiltà celtiche Europee. Dobbiamo quindi affidarci a quanto gli archeologi hanno capito dalle pietre e dalle costruzioni rimaste, secondo punto di convergenza con i nativi Europei. si data a seconda delle fonti la loro presenza a partire da sino 2000 anni prima di cristo
Sugli Anasazi si sono dette molte cose da quando, nel 1888, due cow boy capitarono casualmente nel Chaco Canyon, all’epoca in una zona abitata dai pericolosi Navajos. E proprio ai Navajo è legato uno degli errori più diffusi sugli Anasazi, popolo che prende il suo nome proprio da una parola Navajo che significa "antichi" e non come a volte si è detto "i nemici" .
Le costruzioni di Pueblo Bonito, il centro più importante e forse capitale religiosa di questo popolo, raccontano una breve storia: questo complesso venne eretto tra il Mille e il 1150 d.C. Si trattava di un'unica costruzione a ferro di cavallo composta da circa 700 stanze, tutte più o meno delle stesse dimensioni e distribuite su quattro piani. Si calcola che nel momento di maggior splendore ci vivessero oltre mille persone L’aspetto uniforme delle stanze e l'assenza di mobili e arredi hanno fatto in un primo tempo pensare ad una società priva di gerarchie sociali ma c'è chi crede che Pueblo Bonito fosse una specie di enorme convento, destinato ad ospitare la casta sacerdotale degli Anasazi, un popolo ossessionato dal cielo ma anche dalle energie della terra.
A questo aspetto della religione degli Anasazi ci riporta anche uno degli aspetti più impressionanti di Pueblo Bonito: i giganteschi kiva, enormi fosse perfettamente circolari tipiche di ogni insediamento Anasazi.
Ma a cosa servivano le kivas? Erano fosse, per lo più perfettamente circolari e forse coperte da tetti in legno, utilizzate per riunioni e cerimonie sacre. Al centro c'era sempre un foro nel pavimento. Gli Anasazi, molto attenti alle forze della natura, ritenevano non solo che da quel foro ci si potesse mettere in contatto con gli spiriti degli antenati ma anche con le forze del centro della Terra. Altra affinità con le popolazioni neolitiche europee.
Non a caso si è osservato come gli Anasazi abbiano costruito insediamenti e kiva vicino a luoghi particolari, cosiddetti "vortici", luoghi dove si sprigionerebbe una forza tellurica, chiamata "vortice" perché quando si sprigiona ha la forma di spirale. Al centro delle kiva c’era sempre anche un focolare. Un particolare che richiama alcune recenti scoperte. Come abbiamo detto sugli Anasazi si son dette spesso delle inesattezze ma una cosa sembra ormai assodata. Gli Anasazi praticavano il cannibalismo. L'ipotesi, avanzata già negli anni Sessanta sulla base del ritrovamento di alcuni crani fratturati e di ossa svuotate del midollo, è stata confermata recentemente sia tramite l’esame di alcune feci umane fossili all’interno delle quali sono stati ritrovati i resti di materiale organico umano sia grazie all’uso del microscopio elettronico. Esaminando alcuni resti di ossa si è potuto appurare che alcune di queste erano state sottoposte a cottura. Inoltre, da una pentola sono emerse tracce di mioglobina umana, una proteina presente nel cuore e nei muscoli.
Un'altra caratteristica di Casa Rinconada è il suo allineamento astrale. Sembra infatti che il sole, al momento dell’alba del solstizio d'estate, vada ad illuminare, attraverso una finestra posta sul muro a nord-nord est, una nicchia posta all'interno della kiva. Naturalmente come i monumenti funerari eretti in Europa dalle culture nostrane.
Gli Anasazi erano ossessionati dalle stelle e dal cielo. Di questo abbiamo infinite prove, tante quante sono le costruzione lasciate da questo popolo. Infatti una caratteristica comune a case, villaggi, kiva e villaggi è che sono quasi sempre allineate ad un determinato fenomeno astronomico. La conoscenza che gli Anasazi avevano dell’astronomia lascia ancora oggi sorpresi: uno degli esempi più clamorosi della loro sapienza è rappresentata da questa strada, la Grande Strada del Nord". Gli Anasazi costruirono molte strade, per un totale di circa 300 chilometri.
Ciò che più colpisce è che molte di queste strade non portano da nessuna parte, non uniscono necessariamente tra loro villaggi e kivas ma portano semplicemente a particolari conformazioni geologiche, a sorgenti d'acqua o semplicemente a nulla. Strade quindi costruite presumibilmente a scopo rituale, per condurre a luoghi sacri dove depositare offerte o celebrare cerimonie.
La "Grande Strada del Nord" partendo da Pueblo Alto, sulla Mesa che sovrasta Pueblo Bonito, si dirige per tre chilometri a 13 gradi ad est del Nord per poi disporsi esattamente in direzione nord per 20 chilometri con uno scarto di solo mezzo grado. Per capire la straordinarietà di questo allineamento bisogna pensare che una precisione del genere sarebbe difficile anche usando una bussola, che gli Anasazi non conoscevano. Oggi, per raggiungere risultati migliori di questo bisogna ricorrere alla tecnologia satellitare GPS, tecnologia che vanta poco più di 20 anni di vita!
Alfred Witherhill, uno degli scopritori delle rovine Anasazi, raccontò del suo stupore nel aggirarsi per le case e i villaggi: "Quando entrammo nel Navajo Canyon e scoprimmo le rovine, riportammo il nostro mondo indietro di un numero imprecisato di secoli. Tutto era intatto, esattamente come era stato lasciato dagli abitanti originali. Gli oggetti erano sistemati nelle stanze come se le persone fossero appena uscite per far visita ai loro vicini. Esemplari perfetti di stoviglie erano adagiati a terra mentre utensili di ferro e altri attrezzi domestici si trovavano lì dove le donne Anasazi li avevano usati per l'ultima volta".
Intorno al 1200 d.C. è successo qualcosa, in queste terre, che determinò il repentino abbandono da parte degli Anasazi della zona che avevano abitato per oltre mille anni. Accadde qualcosa che ancora non sappiamo ma che si rivelò decisivo, inducendo una popolazione di alcune migliaia di persone ad abbandonare quasi dal giorno alla notte le proprie case per spostarsi, inizialmente di alcuni chilometri a nord e, circa un secolo più tardi, per quasi 500 chilometri verso sud. Il problema della scomparsa degli Anasazi è ancora aperto. Tuttavia sono tre le principali ipotesi intorno alle quali si discute:
Mutazioni climatiche
Necessità strategiche legate a conflitti
Decisione rituale
Motivazioni religiose magari causate dall'interpretazione di alcuni movimenti astrali, avrebbero spinto questo popolo religiosissimo a spostarsi per sempre, o comunque, anche se sulla spinta di motivi contingenti, a muoversi secondo un preciso copione. E forse, proprio la spiegazione che a noi, uomini del Terzo millennio, sembra la più fantasiosa, potrebbe essere quella più logica. Certo è che una volta presa la decisione – qualunque sia stato il motivo - di migrare verso sud, gli Anasazi lo fecero coerentemente con la loro cultura astronomica. Infatti la destinazione del loro migrazione finale sia stata la zona di Casas Grandes, nello Stato di Chihuahua; Ebbene Casas Grandes è esattamente sullo stesso meridiano di Chaco Canyon, il 108°. Non solo, anche altri centri abitati dagli Anasazi dopo l'abbandono di Chaco Canyon (Atzec ruins e Salomon Ruins), benché a Nord dello stesso Chaco Canyon, sono a loro volta allineati sempre lungo il 108° parallelo. Nessuno, ancora oggi ha saputo spiegare come questo antico popolo abbia potuto spostarsi, per oltre 600 chilometri, con tanta precisione lungo l'asse nord-sud.
Fonte sito di Voyager e ricerche personali
Il custode

giovedì 29 gennaio 2009

Premesse



In un remotissimo passato, nell’Europa centrale, in un tempo che appartenne alle culture senza documenti scritti, una comunità composta di etnie diverse, ma sufficentemente omogenea per lingua e visione del mondo, assunse l’identità di un popolo ben distinto.
Le culture del mediterraneo, che usavano la scrittura, definirono, questo popolo con il nome di Keltoi, ma forse loro non si riconobbero mai in un nome unitario e si identificarono unicamente con l'appellativo della comunità tribale nella quale vivevano.
Sicuramente tutte le tradizioni, i miti, le leggende, tutto il nostro immaginario collettivo mettono profondamente le radici in quel substrato immaginifico e spirituale che di certo rappresenta la base della nostra identità culturale.
Vogliamo riscoprire e valorizzare tale primordiale identità, in un’epoca in cui la cultura della globalizzazione va soffocando e livellando i valori. Riscoprire oggi la nostra eredità sopita significa, non solo ritornare in possesso del nostro passato, ma guardare con occhi nuovi alle questioni del nostro tempo, e soprattutto al futuro, per trovare, o quantomeno cercare, una risposa alle nostre inquietudini.
La cultura occidentale dispone oggi di tutti i vantaggi della scienza, della medicina, della tecnologia, eppure molti popoli rimasti primitivi sono in possesso di un modo di vivere in sintonia con l’animo e il pianeta.
Romanticismo a parte, innanzi alla profonda crisi economico-sociale, ecologica, politica e ancor peggio comportamentale e spirituale del nostro tempo ci troviamo necessariamente a dover modificare il nostro atteggiamento. In questo senso, crediamo, che una ragionata riscoperta dell’antica sapienza, possa essere realmente di aiuto, e costituire una traccia per le nuove generazioni.
Il Custode

Benvenuti !














In un momento in cui è naturale interrogarsi sulla qualità della nostra vita, che,

travolta dal "progresso" dell'ingegneria, dall'eletronica, del benessere in generale,

a perso il contatto con la natura e con l'armonia delle cose e delle persone,

abbiamo voluto creare questo spazio ove condividere .......

energie, impressioni, teorie........ sapienza..........

a cui tutti siete invitati a partecipare con articoli, foto, curiosità.
Recuperare l'antica sapienza vuol dire sondare l'inspiegabile, nella sua dimensione più sacra,

un piccolissimo gradino da salire alla ricerca del fondamento vero e propiro dell'esistenza.

Cerchiamo insieme una goccia di quella forza che soggiace alla vita nel suo senso più ampio, tradizione del patrimonio culturale dell'umanità, il Tao d'oriente, la sapienza immane del Buddismo, Il Grande Spirito degli Indiani d'America, la saggezza del Druidismo dei Nativi Europei.

A tutti l' augurio di percorrere un lungo cammino verso la conoscenza.

Buona Marcia!

Il Custode