sabato 3 ottobre 2009

Festa Celtica NovaAria. La leggenda d'Ys musical di danze irlandesi

I Gens D'ys , notissimo gruppo di danze iralndesi, si esibirà al NovaAria 2009 mettendo in scena il musical "la Leggenda di Ys".

Si tratta di una antica leggenda bretone nella quale si narra che nel VI secolo d.C. la città di Ys sprofondò al largo delle coste bretoni, nel nord della Francia. La città, governata dal re Gradlon e circondata dalle acque, era protetta da un ingegnoso sistema di dighe che impedivano all’oceano di sommergerla. Gradlon aveva una figlia bellissima, di nome Dauht, che un giorno si innamorò di un bellissimo straniero giunto sull’isola da un paese lontano. Il giovane chiese a Dahut, come pegno d’amore, le chiavi che permettevano di aprire le dighe della città e che solo il re possedeva. La principessa, disubbidendo al padre, consegnò le chiavi al suo innamorato. Lo straniero, sotto le cui sembianze si nascondeva il demonio, aprì subito le dighe e la splendida città di Ys fu sommersa dalle acque insieme al suo popolo. Solo il re Gradlon riuscì a salvarsi, fuggendo sul suo cavallo bianco verso la costa e portando con sé l’amata figlia. Lungo la strada, però, Dio gli parlò e gli ordinò di gettare in mare la fanciulla, ormai posseduta dal demonio. Il re ubbidì e, raggiunta la costa della Bretagna, fondò la città di Quimper (Kemper). Tra le acque impetuose dell’oceano, Dahud si trasformò in una sirena - Marie-Morgane - che da allora seduce con il suo canto i marinai e li trascina con sé sul fondo del mare. L’anima di Dahud sarà salva solo quando verrà celebrata una messa nella chiesa della sommersa città di Ys.

Tutto questo si tramuta in uno spettacolo di circa due ore nel quale si alternano danze leggere, sensuali, guerriere e giocose a canzoni, parti recitate e a brani musicali eseguiti dal vivo. L’atmosfera che si crea è quella dell’inconfondibile magia suscitata dalle leggende celtiche e il pubblico ne rimane rapito e coinvolto.

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NovaAria 2009.Capodanno celtico

Il Capodanno Celtico – Festa di Samonios verrà festeggiato quest'anno al festival celtico città di Novara dal 16 al 18 Ottobre 2009
E' il nome della festa celtica che sancisce la fine dell'anno, per gli Irlandesi Samain per i galli Samonios. La festività era dedicata ai morti, durante questo periodo le entità soprannaturali e gli spiriti degli Avi possono entrare in contatto con i viventi.
Il calendario di Coligny, reperto celtico raffigurante il calendario gallico, la indica nel 17° giorno del mese di Samonios, all'incirca il nostro mese di Ottobre, e reca l’indicazione trinoxtion Samoni sindiu “ da oggi la festa delle tre notti di Samonios”.
Secondo questo calendario, nel 2009, la festa cadrebbe giovedì 28 Ottobre
La festa è ancora oggi celebrata sotto altri nomi e secondo il folklore moderno si può in qualche modo ricollegare la festa di Trinoxtion Samoni, a Halloween.

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Il Quintetto d'Enzo Vacca al NovaAria 2009. presenterà EVOA!




Enzo Vacca si esibirà al NovaAria 2009 domenica 18 Ottobre alle ore 20,45. Eseguirà Evoa il suo ultimo album. Sarà anche posibile sentire una sua conferenza sabato 17 al Piccolo Coccia. Per maggiori dettagli su questo ed altri eventi visita il sito http://www.custodianticasapienza.it/
Durante il festival probabilmente verrà presentato in anteprima il DVD live del Quintetto d'Enzo Vacca appena girato in alta definizione da Aria edizioni digitali di Novara nel fantastico scenario della Sacra di san Michele.

EVOA!, l'acqua in un piemontese arcaico, è immaginata come capace di rinnovamento e l'idea è proprio questa, riproporre in un linguaggio contemporaneo, figlio dell'esperienza musicale a tutto campo che mi ha formato in questi anni, che possa trasmettere all'ascoltatore di oggi le emozioni e le radici profonde di una cultura contadina che può ancora dire molto e molto insegnare alle nuove generazioni spesso incapaci di concepire il filo rosso che lega il vivere di tutti.
E.Vacca

Così parla di lui Armor magazine, mensile di cultura bretone, nel numero di ottobre 2007 .
Le Alpi separano i Celti detti cisalpini o transalpini, a seconda del versante dove ci si trova. I transalpini piemontesi e i cisalpini possono condividere una stessa fortuna che viene dal compositore, arrangiatore e arpista Enzo Vacca che si è avvalso della collaborazione di Arz Nevez, Dominig Bouchaud, Françoise Le Visage e Yves Ribis. Risultato magnifico. Il tradizionale "taca bòrgno" sprigiona le brume irlandesi al sole italiano dopo un giro tutto galiziano. Il canto piemontese "I veuj nen scordé" si inquadra in una composizione per Uilleann pipes e arpa in un finale degno di un coro corso. L'insieme del CD brilla di semplicità, d'inventiva, di virtuosità del tutto naturale. Cisalpini, transalpini, oltre manica o vicini dell'Atlantico: ecco l'Europa, questa identità che passa gli anni, le vicissitudini, le mode e si richiama a noi nel nome di una ben venuta fraternità aperta sull'avvenire.

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lou tapage al NovaAria 2009


I LOU TAPAGE si esibiranno sabato 17 Ottobre durante il festival celtico novarese NovaAria 2009. Capodanno celtico.
Visita il sito http://www.custodianticasapienza.it/ per il programma completo.
Questa la storia del gruppo
Lou Tapage (in Langue d’Oc il frastuono) è un’idea che nasce nel 1999 dall’incontro tra alcuni musicisti del saluzzese e dell’occitana Val Varaita; le diverse anime musicali contribuiscono sin da subito a rendere lo stile assolutamente personale, definito ma sempre in movimento, contraddistinto dalla presenza di un intangibile ma forte leitmotiv rappresentato dal gruppo stesso e dalla sua energia.
L'idea di fondo dei Lou Tapage è infatti la ricerca, senza preconcetti, della Musica in sé e di quello che può trasmettere in tutte le sue forme e manifestazioni, e ciò ha portato all’esigenza di ideare una nuova definizione per il genere proposto, ovvero Nu Folk - Rock d’Oc: non solo quindi rock a “denominazione d’origine” ma la costante ricerca di nuove sonorità folk sulle quali innestare l’estro e la fantasia di arrangiamenti caldi e accattivanti.
In seguito ad un periodo di ricerca linguistica sulle derivazioni attuali dell’antica Langue d’Oc si è deciso di utilizzare, per i brani di composizione propria, il Catalano, il Provenzale e l’Occitano, talvolta contaminati, per finalità eufoniche, con elementi francesi, italiani e spagnoli (castigliani), o fusi tra di loro all’interno dello stesso testo.
La proposta musicale dei Lou Tapage si presenta quindi assai variegata: la maggior parte del repertorio è ormai rappresenta da brani di composizione propria, completamente originali o composti ispirandosi a musiche e sonorità provenienti dalle più diverse tradizioni (provenzale, catalana, basca, bretone, irlandese, tzigana..) e fortemente rivisitati; da un punto di vista metrico e ritmico, le musiche proposte possono quindi essere ballate secondo diverse codificazioni tradizionali, lasciando spazio a differenti interpretazioni.
La formazione attuale annovera una front-line acustica con Monica Rossi alla fisarmonica diatonica (il classico “organetto”, meglio l’occitano “semitoun”), e saltuariamente alla ghironda (la “vioulo”), Chiara Cesano impegnata al violino e alla viola, e Marco Barbero ormai definitivamente dedito alla cornamusa, alla gaita e ai flauti.
La sezione ritmica è affidata a Paolo Chiotti, batterista di formazione moderna, che contrappone il proprio sound alle ricerche stilistiche della chitarra elettrica di Dario Littera e alle percussioni e alla voce di Andrea Bertolotti, sempre più l'uomo immagine della formazione.

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NovaAria 2009 festival celtico città di Novara. La scelta artistica


NovaAria 2009. La scelta artistica della seconda edizione del festival celtico della città di Novara.


Quando si pensa alla musica celtica, ammesso che questa etichetta abbia un senso, è spontaneo immaginare brani derivanti dalla tradizione musicale britannica, sia Irlandese che Scozzese, o al massimo si immagina la Bretagna o le Asturie. Invece così come la tradizione storica celtica è profondamente radicata nel nostro paese anche le nostre forme di espressione artistica popolare derivano da un antico passato che fa riferimento alla medesima matrice antropologica.
Il Piemonte, in particolare, possiede un ricchissimo patrimonio di canti e musiche popolari, basato esclusivamente sulla trasmissione orale, tramandate di generazione in generazione, e che per questo rischia di andare perduto mano a mano che scompaiono i suoi interpreti. Tali brani musicali si riscoprono essere legati più di quanto si possa immaginare alla Bretagna e a un substrato celtico comune. Già Costantino Nigra nel 1888 nella prefazione ai suoi Canti popolari del Piemonte ci dice :”Io fui il primo a indicare chiaramente l’identità d’una numerosa serie di canti popolari che sono comuni ai paesi romanzi aventi substrato celtico, e che non esistono negli altri paesi romanzi cioè dell’Italia media ed inferiore e nella Spagna castigliana. Ora quella identità non farà più dubbio ....”.
Questa edizione del festival ha un occhio particolare per questa cultura e propone un viaggio, che non sfiora solo la magia della verde Irlanda, ma si tuffa nei suoni e nelle immagini, tra questi beni immateriali, tanto essenziali per conoscere la vita quotidiana delle donne e degli uomini del nostro territorio. Scenari prodotti dall’oralità e dal gesto, come canti, fiabe, ma anche cerimonie e riti, che incorporano antiche conoscenze e credenze.
Gli artisti che si esibiscono, si fanno carico di una ricerca musicale che utilizzando linguaggi moderni, suoni contaminati, parla trasversalmente, alle nuove generazioni, trasmettendo quella profonda poesia che anima la nostra musica tradizionale .
Il direttore artistico. Mirko Bosio
Nella foto Enzo Vacca