giovedì 29 gennaio 2009

Premesse



In un remotissimo passato, nell’Europa centrale, in un tempo che appartenne alle culture senza documenti scritti, una comunità composta di etnie diverse, ma sufficentemente omogenea per lingua e visione del mondo, assunse l’identità di un popolo ben distinto.
Le culture del mediterraneo, che usavano la scrittura, definirono, questo popolo con il nome di Keltoi, ma forse loro non si riconobbero mai in un nome unitario e si identificarono unicamente con l'appellativo della comunità tribale nella quale vivevano.
Sicuramente tutte le tradizioni, i miti, le leggende, tutto il nostro immaginario collettivo mettono profondamente le radici in quel substrato immaginifico e spirituale che di certo rappresenta la base della nostra identità culturale.
Vogliamo riscoprire e valorizzare tale primordiale identità, in un’epoca in cui la cultura della globalizzazione va soffocando e livellando i valori. Riscoprire oggi la nostra eredità sopita significa, non solo ritornare in possesso del nostro passato, ma guardare con occhi nuovi alle questioni del nostro tempo, e soprattutto al futuro, per trovare, o quantomeno cercare, una risposa alle nostre inquietudini.
La cultura occidentale dispone oggi di tutti i vantaggi della scienza, della medicina, della tecnologia, eppure molti popoli rimasti primitivi sono in possesso di un modo di vivere in sintonia con l’animo e il pianeta.
Romanticismo a parte, innanzi alla profonda crisi economico-sociale, ecologica, politica e ancor peggio comportamentale e spirituale del nostro tempo ci troviamo necessariamente a dover modificare il nostro atteggiamento. In questo senso, crediamo, che una ragionata riscoperta dell’antica sapienza, possa essere realmente di aiuto, e costituire una traccia per le nuove generazioni.
Il Custode

1 Commenti:

Blogger Marco ha detto...

Sarò felice di contribuire :-)
Vedo comunque dall'ora del post che dormire non se ne parla! :-D

29 gennaio 2009 19.50  

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